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LA RADIO NEL SECONDO DOPOGUERRA

Durante il periodo fascista, e nella fase della Seconda Guerra Mondiale, la radio fu il mezzo di comunicazione utilizzato per diffondere le idee del regine e gli avvenimenti accaduti in quella triste circostanza.

La fine della guerra decret? anche un cambiamento nei mezzi di comunicazione. Vennero ricostruiti gli impianti di diffusione e, nel 1949, la radio cambi? nome diventando RAI (Radio Audizioni Italia). In soli quattro anni vennero ricostruiti tutti i trasmettitori distrutti o danneggiati dalla guerra. Ebbe inizi? quel periodo considerato il periodo d?oro. Prima della guerra il costo degli apparecchi radiofonici era talmente elevato che non tutti potevano permetterselo mentre, nel dopoguerra i prezzi scesero vertiginosamente e questo consent? alla radio di entrare nelle case degli italiani.?

Il 1951 decret? la nascita del Festival di Sanremo. Nello stesso anno vi fu la riforma del sistema radiofonico che stabil? la nascita di tre Reti: Nazionale, Secondo e Terzo. Venne regolarizzato il radiogiornale e per questo, visto la legge sull?imparzialit?, fu istituita la ?commissione parlamentare di vigilanza?[1].

Le comunicazioni ebbero una svolta. Il 1954 diede i natali alla televisione. Questo avvenimento port? ad una nuova fase di concorrenza dei mezzi di comunicazione. La radio dovette cercare nuove strategie per poter competere con il nuovo mercato. Fu cos? che si inizi? a trasmettere radiofonicamente programmi sia giornalieri che notturni. Negli anni del boom economico, la radio fu trasformata in un oggetto trasportabile ovunque, grazie all?invenzione del transistor e dell?autoradio. Queste trasformazioni furono il principio di un senso di libert? che si diffuse soprattutto tra i giovani. Se prima della guerra la radio veniva ascoltata in casa con la famiglia riunita, in quegl?anni con le radio a transistor si trov? lo strumento perfetto e portatile per ascoltare quella nuova musica, chiamata rock, che nasceva proprio in quel periodo.

La televisione ebbe un gran successo e fu molto apprezzata dalla gran parte del pubblico ma la radio continu? ad avere successo e a reggere a questa spietata concorrenza grazie al suo radicamento nei costumi popolari.

?Ma la radio non scompare, cambia e si trasforma invadendo nuove fasce orarie. Se la TV diventa l’immancabile appuntamento della prima serata, la radio moltiplica l’offerta per restare “accesa” 24 su 24 e si sviluppa la programmazione notturna. I nuovi programmi radio tendono a catturare sempre pi? l’attenzione del pubblico giovanile e delle casalinghe. Il palinsesto si adatta quindi alla concorrenza dei programmi TV e sottolinea la differenza tra i due mezzi?[2].

Siamo negli anni in cui il mezzo radiofonico divent? portavoce di espressione e libert?. Nel 1958 il giornalista Idro Montanelli raccont? la storia del nostro paese attraverso la radio. In quello stesso periodo nacque il primo contenitore dal titolo ?Il signore delle 13? condotto da Enzo Tortora. Sempre nello stesso anno nacquero le prime emittenti pirata. Il tutto fu possibile grazie al basso costo di realizzazione di una stazione trasmittente FM. Sebbene il monopolio delle comunicazioni fosse nelle mani delle reti nazionali, ci? non imped? a radio come Radio Merkur e poi a Radio Caroline, di trasmettere musica, notiziari e pubblicit?. Questo accadeva per la prima volta in Europa, ?a largo delle coste Olandesi, da una vecchia nave[3]?.

A partire dagli anni Sessanta la radio divenne il mezzo di comunicazione privilegiato dai gruppi politici giovanili perch? fu uno strumento ?diretto ed immediato?[4] per far sentire la propria voce. Creare un?emittente radiofonica costava meno rispetto ad un?emittente televisiva. Nacquero cos? le cosiddette ?radio libere?[5].

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[1] Reperibile al seguente link https://it.wikipedia.org/wiki/Radio_(mass_media) e consultato in data 1 dicembre 2015.

[2] Reperibile al seguente link http://www.storiadellaradio.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-117dd806-169c-49ce-958c-39efa84bf6af.html e consultato in data 1 dicembre 2015.

[3] Reperibile al seguente link http://www.elettrovintage.it/Storia/storia_radio.htm#Lepoca_doro_della_nuova_Radio? e consultato in data 1 dicembre 2015.

[4] Reperibile al seguente link http://www.treccani.it/enciclopedia/radio_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/ e consultato in data 1 dicembre 2015.

[5] http://www.treccani.it/enciclopedia/radio_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/

 

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