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Edith Piaf: il ricordo dell’usignolo francese

Edith Piaf, fu una cantautrice molto amata dai Francesi e non solo. Grazie alla sua voce da usignolo e con la sua vita, fatta di povertà, carriera, amori ed avvenimenti tragici, lasciò un segno nella musica mondiale. Attraverso il melodico suono della sua voce si entra in un mondo tutto da scoprire.

  • Chi è Edith Piaf?

Edith nacque a Parigi il 19 dicembre 1915 con il vero nome di Edith Giovanna Gassion. Figlia della livornese, Lina Marsa, e del saltimbanco, Louis Gassion. Solo successivamente trasformerà il suo cognome in Piaf nel 1935. Il termine Piaf significa “passerotto” così soprannominata per la sua statura minuta.

Ebbe un’infanzia sfortunata dovuta alla miseria in cui la sua famiglia viveva. Fu affidata alle cure della nonna materna ma a quest’ultima importò poco della piccola. Successivamente Edith andò a vivere con la nonna paterna a Bernay, in Normandia. La nonna gestiva un bordello però ad Edith non mancò nulla. La bimba fu colpita dalla Cheratite, una malattia degli occhi, ma riuscì a guarire grazie alle cure di un medico che frequentava la casa di tolleranza. All’età di otto anni suo padre la riprese con sè. Iniziò a cantare per strada per guadagnare quel poco che le avrebbe permesso di vivere. A 17 anni, Edith, ebbe una figlia ma, vista la sua giovane età, non riuscì a badare alla piccola che portava in strada con sè mentre si esibiva. La sua bambina si ammalò di meningite e morì a soli due anni.

Edith, finalmente, riuscì ad avere la sua prima audizione presso “Le Gerny”, un cabaret vicino agli Champs Elys’es.

Il suo debutto avvenne nel 1935, sotto lo pseudonimo di Piaf, ma la vera scalata al successo iniziò a partire dal 1937 quando firmò un contratto con il teatro ABC.

La sua voce colpiva la primo istante. I suoi toni vocali passavano dall’aggressività alla dolcezza, dalla tenerezza alla malinconia il tutto in modo perfettamente armonico come solo lei poteva fare.

Durante la sua carriera conobbe il grande poeta, saggista, drammaturgo, sceneggiatore, disegnatore, scrittore, librettista, regista ed attore francese Jean Cocteau (1889-1963). Lo stesso Cocteau si ispirò a Edith per la prima teatrale de “La bella indifferente”.

Ed ecco arrivare gli anni Quaranta e la Seconda Guerra Mondiale. Edith cantò per i tedeschi che occuparono la Francia. Proprio in quegl’anni, nel 1944, si innamorò di Yves Montand e dopo averlo reso famoso cantò con lui al Moulin Rouge e registrò la famosa canzone “C’est merveilleux”. L’amore con Montand volse al termine ma ciò non influì sulla sua carriera. Nel 1946 scrisse la famosa canzone “La vie en rose”. Quello stesso anno partecipò ad una tournè negli Stati Uniti per poi ritornare in America, l’anno successivo, esibendosi al Play House e al Versailles. Fu molto applaudita ed ebbe la fortuna di conoscere artisti come Marlene Dietrich, Charles Boyer e Orson Welles.

Nel 1948 conobbe Marcel Cerdan, campione di pesi medi, ed Edith si innamorò di lui. Il loro amore fu molto breve. L’anno seguente Marcel, mentre viaggiava su di un aereo che da Parigi andava a New York, trovò la morte dopo che l’aereo precipitò nelle Azzorre. Nonostante il dolore del corpo e dell’anima, lo stesso giorno della morte di Marcel, Edith decise di cantare lo stesso e di dedicargli “Hymne à l’amour”.

Il suo canto parlava di persone umili, di storie tristi, di sogni infranti. La sua voce sapeva trasmettere al pubblico il mondo della quotidianità e di quanto il dolore potesse essere straziante per l’anima. Nonostante tutto cantava l’amore, quell’amore di cui lei aveva bisogno.

Nel 1952 sposò il compositore Jacques Pills ma anche questo matrimonio fu di breve durata. Nel frattempo un male le assediava l’amina, la depressione. Sebbene assumesse medicinali continuò a cantare come se le canzoni fossero la sua unica ancora di salvezza. L’unico strumento che le permettesse di vivere e di allontanarsi da quel mondo buio in cui cadde.

Nel 1961 sposò Theophanis Lamboukas. Un uomo che lei stessa aveva lanciato nel mondo della canzone. Purtroppo anche questo amore finì tragicamente perchè la stessa Edith morì il 10 ottobre 1963.

Il suo corpo è sepolto presso il cimitero parigino a Père Lachaise.

  • Il museo Edith Piaf

Una donna di tale personalità meritava di aver come riconoscimento la celebrazione della sua persona attraverso l’allestimento di un museo dedicato a lei.

Il Museo Edith Piaf è ubicato sulla Rue Crespin du Gast, nell’Arrondissement 11 della città. Il museo contiene molti oggetti appartenuti alla cantante come vestiti e scarpe oltre a lettere, cartoline, fotografie, locandine, dischi e film.

Si può accedere gratuitamente al museo previo appuntamento. Le aperture sono le seguenti: dal lunedì al mercoledì dalle ore 13:00 alle ore 18:00, e il giovedì dalle ore 10:00 alle ore 12:00.

  • Celebrazione del mito di Edith

Si è appena concluso a Roma, presso il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, un omaggio a questa splendida cantante con un concerto, a lei dedicato, nell’ambito della rassegna teatrale “Viaggio al centro del museo” con Adele Tirante (voce) e Mirco Dettori (fisarmonica).

L’evento è stato promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica e Sovrintendenza Capitolina ai beni Culturali, in collaborazione con Z tema Progetto Cultura.

About Mariangela Bognolo

Direttore artistico Retetop95, curatore, storico e critico d'arte.

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