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RESTIAMO UMANI

RESTIAMO UMANI – IL NUOVO ALBUM DEI SINE FRONTERA

E’ Partito lo scorso 24 aprile con il Restiamo umani tour la prima data di presentazione ufficiale del nuovo disco.

Forti dei riscontri positivi delle date sin qui all’attivo, sia in Italia che all’estero, e reduci dalla recente apertura del concerto di Goran Bregovic a Mantova, i Sine Frontera continueranno a calcare i palchi della penisola. Di seguito le prossime date sinora annunciate:

RESTIAMO UMANI TOUR – Settembre 2016

10/09 – Ravenna – Pala de Andrè – Festa de l’unità
17/09 – Brunico (BZ) – C.G. UFO – Roots and Wings
*calendario in aggiornamento //

SINE FRONTERA “RESTIAMO UMANI”, il nuovo disco.
dal 22 aprile in cd e digitale
(label Caotic Group / distr. Artist First Digital / promo. IndieBox Music)

COPERTINA Restiamo Umani 14x14

Anticipato dal singolo “MAR DEI MIGRANTI” il 22 Aprile 2016 esce il nuovo disco dei SINE FRONTERA, “RESTIAMO UMANI”.

Il titolo dell’album è un omaggio al giovane reporter pacifista Vittorio Arrigoni, ucciso nella striscia di Gaza nel 2011, il quale era solito chiudere ogni articolo di corrispondenza proprio con la frase “Restiamo umani”, richiamata anche nel titolo del suo libro “Gaza. Restiamo Umani”.

Su questa suggestione iniziale si snoda il filo narrativo del nuovo disco che assume i connotati di un concept album, all’interno del quale la formazione mantovana sviluppa una riflessione kantiana sull’uomo e sulle sue profonde contraddizioni. Il libero arbitrio, caratteristica unica che contraddistingue l’essere umano da qualsiasi altro organismo, lo rende al tempo stesso creatura fragile, naturalmente disposta alla bontà e all’altruismo, quanto attore di feroci e brutali violenze, autore delle proprie scelte e timoniere delle proprie derive, in un senso o nell’altro. Sono il bene e il male, il bianco e il nero che pervadono l’umanità tutta, senza distinzioni, le anime di questo nuovo capitolo discografico.

Si tratta dunque di un’analisi sul presente e sull’involuzione culturale dilagante della nostra società, condotta attraverso la musica e le parole delle undici canzoni del disco, una riflessione sull’essere e sul restare umani.

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Con brani come “Nubi Nere”, “Mar dei Migranti” e “Picchi in testa” i Sine Frontera si fanno autori di poetici articoli di cronaca con i quali fotografano l’attuale situazione mondiale, in riferimento al terrorismo, alle guerre, all’immigrazione e alla becera propaganda politica che ne consegue e che si fonda proprio sulla strumentalizzazione delle tragedie e delle paure collettive. “La musica del vento” richiama l’attenzione sull’importanza della salvaguardia del pianeta, nostro habitat naturale, da preservare e proteggere. Trovano spazio nel disco anche canzoni di stampo popolare, come “Pino l’orb”, ironica canzone della tradizione mantovana, scritta da Mendes Vecchi, dedicata al mondo del ciclismo e in particolare a un suonatore di fisarmonica cieco con la passione per le due ruote. Di stessa ispirazione anche “La Fòla dal Babau”, canzone popolare che richiama la favola dell’uomo nero come metafora della paura dell’uomo verso ciò che non si conosce. “Il Barbanera” evoca atmosfere piratesche con il racconto dell’epica storia di Edward Teach, il corsaro divenuto pirata, noto con il nome di Barbanera. Il brano, scritto e interpretato originariamente da Alessandro Bernini (in arte Alemask) è stato qui ri-arrangiato in chiave folk dai Sine Frontera. Le atmosfere circensi e zingaresche di “Circus” e la strumentale “Balkan” incalzano verso “Le favole e le nuvole”, dolce e nostalgica ballata conclusiva sullo scorrere del tempo, sui cambiamenti che ne derivano e sulle cose che a volte finiscono, lasciando dentro un segno indelebile.

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Le radici musicali dei Sine Frontera sono strettamente legate ai loro luoghi, quindi alla Pianura Padana e alla tradizione Combact Folk, ma riescono anche con sensibilità e naturalezza a raccontare le storie del mondo, trasportando l’ascoltatore dalle periferie delle grandi città alle sconfinate terre sudamericaneMelodie celtiche e irlandesi si fondono con musica balcanicareggae, folk e ska, sino a riprodurre ironiche tarantelle e dolci ballateI Sine Frontera fanno della contaminazione musicale la loro bandiera. Il 22 Aprile 2016 presentano il nuovo disco “Restiamo umani”.

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Sine Frontera “Mar dei Migranti” – Official Video 

MAR DEI MIGRANTI. Un brano, esplicativo sin dal titolo, che affronta una tematica oggi più che mai tristemente attuale e vicina: il dramma vissuto da migliaia di persone costrette da guerre e miseria ad abbandonare i luoghi natii, sfidando il mare, per raggiungere le coste europee. Il testo racconta in prima persona, lo sciagurato viaggio di un rifugiato, a bordo di un gommone stracolmo di persone, alla ricerca di una vita auspicabilmente migliore. Da sempre sensibili ai temi sociali, i Sine Frontera decidono di dedicare questo loro primo singolo, a questa tragedia collettiva, riassunta in quel viaggio, che pur nella sua apparente brevità chilometrica, sembra non finire mai, quanto mai pericoloso, e che comporta il doloroso allontanamento dagli affetti e dai luoghi amati, alla ricerca di un mondo nuovo. Alessandro Sanna, firma le immagini di copertina e le illustrazioni con le quali è stato realizzato il video. Regia di Roberto Pavani. Animazioni di Matteo Codognola.

“Mar dei migranti” è stata registrata presso Angix Studio (MN) da Simone Angiuli. Eticchetta: Caotic Group, S.Biagio (MN). Testo di Antonio Resta. Musiche e arrangiamenti a cura di Sine Frontera. Illustrazioni di Alessandro Sanna. Animazioni a cura di Matteo Codognola. Regia e D.O.P. di Roberto Pavani. Mastering: IndieBox Music Hall. Ufficio Stampa: IndieBox Music


Tratto dal comunicato stampa IndieBox Music

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