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FLAMENCO: IL BALLO DELLA TERRA E DELLA SOFFERENZA

Quando si parla di Flamenco immediatamente la nostra memoria ci rimanda a quella bellissima terra che si chiama Spagna. Pensiamo al suo paesaggio, ai suoi sapori e ai suoi profumi.

Ma ciò che attrae il visitatore sono le tradizioni e quella musica che appartiene alla terra. Il ballerino con quei suoi passi sprigiona la forza e il ritmo incalzante, assieme alla teatrale gestualità, seduce lo spettatore. Quel canto senza musica o il ballo accompagnato dalla chitarra, insieme alle movenze femminili, ci dà il senso di movimento e di leggiadria che si contrappone alla forza del battito dei piedi.  E’ il racconto dei poveri contadini andalusi e dei gitani erranti che con il loro cante (canto), pieno di sofferenza, rivelano a noi i loro sentimenti, che sono alla base di questa cultura. Questo dolore si percepisce attraverso quei tipici lamenti come ahy …ahy e anche l’amore è angoscia perché l’amore stesso è visto come il carcere della persona amata, una catena difficile da spezzare. Altro elemento su cui si basa il cante flamenco è la famiglia. Essa è simbolo della protezione e della ricchezza da cui si determina il valore di una persona.

  • Origine del Flamenco

Per capire l’origine del Flamenco dobbiamo ritornare indietro nel tempo, a quando gli arabi conquistarono la penisola Iberica nel 711 d. C. Questa dominazione durò ben otto secoli. Proprio nel periodo del dominio arabo nacque il canto dei Moriscos. Un canto lamentoso composto anche da una variazione nelle intonazioni vocali che si intrecciò con il canto del luogo, divenendo parte fondamentale della musica popolare Andalusa. Questo tipo di musica continuò ad evolversi con l’arrivo del popolo gitano, intorno al 1500. Questa fusione contribuì alla nascita del Flamenco. Il ballo che oggi noi conosciamo non è altro che l’insieme di più tradizioni che mescolatesi tra loro, e fondendosi con quella del luogo, ha creato una danza che possiamo definire Andalusa.

Per quanto riguarda l’origine della parola ci sono diverse teorie ma non abbiamo certezza sulla veridicità di queste. Una prima teoria è quella di chiamare flamencos i gitani perché si pensò, erroneamente, provenienti dalle Fiandre (Belgio). Altra teoria è la traduzione letterale del termine flamenco che in spagnolo significa “fenicottero”. Un’altra interpretazione è legata al mondo arabo dove viene collegata la parola Flamencos con felah-mengu che significa “contadino fuggito”. Un probabile riferimento al continuo spostamento dei gitani.

  • Evoluzione del Flamenco

Nella prima metà dell’Ottocento il Flamenco fu inteso ancora come uno stile di vita. Da quel momento l’aristocrazia spagnola iniziò a provare un certo interesse verso questo muovo modo di fare musica. I gitani iniziarono ad animare le feste dei nobili allietandoli con la loro arte.

Con il passare del tempo nacquero i cafés cantantes ovvero luoghi in cui si poteva assistere alle esibizioni di Flamenco. Questo ballo diventò un’arte e iniziò a farsi spazio all’interno della società spagnola. Ecco che i payos (i non gitani) iniziarono a cimentarsi e ad avvicinarsi all’arte di questo ballo. Ebbe inizio, di conseguenza, un’altra evoluzione. Si arricchirono le forme del canto, si sviluppò il ballo e l’accompagnamento musicale. Il folklore si intrecciò con il Flamenco dando vita a canti come il fandango, la sevillanas e la ferruca. Però vi sono 50 stili musicali diversi detti palos caratterizzati da criteri musicali come il ritmo, la tonalità e la melodia, di cui fanno parte i canti precedentemente detti. Alcuni palos presentano lo strumento della chitarra, canto e ballo mentre altri presentano solo il canto e vengono chiamati “a palo seco”. Vengono anche suddivisi in due grandi gruppi: il primo è chiamato cante hondo (canto profondo) e il secondo definito come cante chico (canto piccolo). Questo fu il tipico repertorio dei payos  che a sua volta diventarono artisti flamenchi. Fino a quel momento l’importanza fu data al canto ma un’ulteriore trasformazione fu quella del baile (ballo). Ed ecco che questo magnifico ballo diventò coreografia dove si favorì la ritmica dei piedi per gli uomini e per le donne , oltre al battito dei piedi, i movimenti delle braccia e della gonna.

  • Il Flamenco oggi

Il flamenco è un’arte ancora in continua evoluzione anche dal punto di vista culturale. Negli ultimi anni è stato contaminato da altri generi musicali come il Jazz ed il pop.  Altro genere è la Rumba Flamenco che è uno stile musicale proveniente dall’America Latina, divenuto famoso anche in Andalusia, e questo influsso andaluso ne ha cambiato l’aspetto figurativo rispetto a quello latino americano. Altro stile è la Rumba Catalana e quella di Madrid.  Questo tipo di musica è molto conosciuta grazie ad artisti famosi come i Gipsy Kings. L’UNESCO,  il 16 novembre 2010, ha inserito il Flamenco come patrimonio dell’umanità.

19 gennaio 2015

About Mariangela Bognolo

Direttore artistico Retetop95, curatore, storico e critico d’arte.

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