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Acid Jack Flashed

Acid Jack Flashed

Biografia

Giacomo Premoli, in arte Acid Jack Flashed, nasce a Varese nel 1976. Si innamora della musica fin da bambino, impara a suonare da autodidatta ascoltando i Beatles e comincia a comporre ispirato da generi molto diversi fra loro: a partire dalla musica classica, passando per il rock, il folk e il jazz fino ad arrivare alla musica psichedelica, beat, ska ed elettronica. Spesso paragonato a Joe Strummer e Tim Buckley, nei suoi pezzi si percepisce un’evidente influenza delle band attive negli anni ‘60 e ’70.
Nel 1996 apre un concerto per Willy Nile ed Eric Andersen, nel 1997 per Buddy Miles (Jimi Hendrix band of Gypsies ed Electric Flag) e nel 2008 per Duke Robillard, noto per le sue collaborazioni con Bob Dylan e Tom Waits e vincitore di un Grammy. Nel 2013 pubblica il suo primo lavoro discografico ufficiale Washing In Dirty Water, edito da Under My Bed Records.

Molto attivo sulla scena live lombarda e su palchi molto diversi tra loro, dall’house concert al busking fino al festival al teatro, nel 2014 porta a casa un primo premio al 2° Paz Contest, apre il Born Loser Festival a Bergamo e partecipa a delle open mic a Glasgow; nel 2015 apre ai Babbutzi Orchestra, apre ai Cyborgs in occasione del Coincidenze Apps Contest a Venegono dove, con i Pylls, vince il secondo premio, suona al Manituana di Ranco e al Tacalaspina di Travedona; nel 2016, con i Pylls, apre ai Pay al Guree Beach Festival a Monvalle. Nonostante le numerose esibizioni, alla domanda “Quale pensi sia stato il tuo palco più significativo?” risponde: “L’anticamera dei bagni di un noto locale varesino. Come ci si divertiva lì, da nessun’altra parte.” 

Registra il disco con loro e, dopo lo scioglimento della band, prosegue come solista esibendosi a volte con gli Hot Complotto (Gianluca Roscio, Paolo Roscio e Alessio Gavioli), altre volte in duo con il chitarrista Daniele Danza (ex Kosmonuts). Dopo tre anni di produzione, nel marzo del 2017 Acid Jack Flashed firma con Areasonica Records per The Invisible Men. Il titolo del disco rimanda alla track The invisible man contenuta all’interno dell’album ed è inoltre un riferimento al sopracitato scioglimento della band (Pylls) subito prima della sua pubblicazione. Jack lo definisce come “Il lavoro discografico di una band che non vedrete più, quindi invisibile”. Inizia a lavorare al suo secondo album, The Invisible Men, al fianco dei Pylls, formazione composta da Roberto “Bob” Verde (Chitarra solista, sassofono, seconde voci), Lucio Visinoni (Basso, armonica, seconde voci), Andrea Guglielmi (Batteria, percussioni, arrangiamenti) e con la collaborazione, tra gli altri, di Giuseppe Fiori (cantautore e bassista già con i Rezophonic, The Love Bus e Egokid) alla tastiere e ukulele.  

Il disco di Acid riceve ottimi riscontri di critica e di pubblico, così come il primo singolo estratto The Invisible Man: Antonio Bacciocchi, oltre ad inserirlo all’interno della rubrica Il meglio mese di maggio 2017, recensisce così The Invisible Men su Radio Coop “Un lavoro che pesca in particolare da influenze 60’s, dai Beatles ai primi Pink Floyd fino a Donovan. Il tutto filtrato attraverso una visione attuale e moderna e un gusto cantautorale che rendono ‘The invisible men’ particolarmente intrigante e originale”; Vincenzo Morreale di Viva Mag invece scrive “Un disco di rara genuinità, in controtendenza con le mode del momento che vorrebbero uscite dalla tracklist sempre meno numerose e brevi, da gustare come un buon vino sincero per poi ballare inebriati tutta la notte finché i piedi non fanno male”. Nel settembre del 2017 viene lanciato “No Sir”, secondo singolo estratto dal disco.  

About Mariangela Bognolo

Direttore artistico Retetop95, curatore, storico e critico d’arte.

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